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Calcolo cedolare secca sull'affitto
Inserisci il canone e scopri quanto paghi di imposta sostitutiva e quanto ti resta in tasca.
Aggiornato alle regole 2026
Cos'è la cedolare secca
È un regime facoltativo per chi affitta un immobile a uso abitativo: al posto dell'IRPEF e delle addizionali sul canone si paga un'imposta sostitutiva con aliquota fissa. Il proprietario non versa nemmeno l'imposta di registro e l'imposta di bollo sul contratto, ma non può chiedere l'aggiornamento ISTAT del canone.
L'imposta si calcola sul canone incassato, senza la riduzione forfettaria del 5% prevista invece nel regime ordinario. Per questo è utile confrontare con il tuo scaglione IRPEF: se hai già un reddito alto, la cedolare conviene quasi sempre.
Domande frequenti
Chi può usare la cedolare secca?
Le persone fisiche proprietarie o titolari di altri diritti reali su immobili abitativi, che li affittano a persone fisiche per uso abitativo. Non si può usare per gli affitti agli uffici o alle imprese.
Come si paga?
Con il modello F24: un acconto del 100% in due rate (a giugno e a novembre) e un eventuale saldo con la dichiarazione dei redditi. Se è il primo anno di affitto non c'è acconto.
Posso scegliere ogni anno tra cedolare e regime ordinario?
La scelta si fa al momento della registrazione del contratto e vale per tutta la durata, ma si può revocare ogni anno con una comunicazione, rispettando le scadenze.
Fonti
D.Lgs. 23/2011, articolo 3 (cedolare secca); D.L. 50/2017 (affitti brevi); Agenzia delle Entrate, guida "La cedolare secca sugli affitti". Le aliquote cambiano con le leggi di bilancio: controlla quelle valide per l'anno del tuo contratto.