Forfettario o regime ordinario: cosa conviene

Metti a confronto il netto che ti resta con la partita IVA forfettaria e con il regime ordinario, e scopri da quanti costi in su conviene l'ordinario.

Aggiornato alle regole 2026

Quello che incassi in un anno. Per entrare o restare nel forfettario l'anno prima non devi aver superato 85.000 €.
Le spese che nel regime ordinario puoi dedurre: affitto dello studio, software, formazione, consulenze, quota annua dei beni strumentali. Non contare i contributi INPS.
Dipende dal codice ATECO: lo trovi nella visura o nella lettera di apertura della partita IVA. Serve solo per il forfettario.
Artigiani e commercianti pagano i contributi almeno su un reddito minimo di 18.808 €, in tutti e due i regimi.

Le addizionali si pagano solo nel regime ordinario. Se non conosci le aliquote della tua regione e del tuo comune, lascia quelle proposte.

Ti resta in più all'anno
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Regime forfettario
Regime ordinario

Il confronto è sull'anno intero, senza altri redditi, familiari a carico o spese da detrarre (mediche, mutuo, figli): con questi l'ordinario può convenire di più.

Come funziona il confronto

In tutti e due i regimi i costi reali li paghi comunque: il netto mostrato è quello che resta dei ricavi dopo i costi, i contributi INPS e le imposte. Cambia solo il modo in cui si calcolano contributi e imposte.

Nel forfettario i costi non si deducono. Il reddito si ottiene applicando ai ricavi il coefficiente di redditività: con il 78% è come se il 22% dei ricavi fosse già speso, qualunque cosa tu abbia speso davvero. Dal reddito si tolgono i contributi versati e sul resto si paga un'imposta sostitutiva del 15% (5% per i primi cinque anni di una nuova attività), che prende il posto di IRPEF, addizionali e IRAP.

Nel regime ordinario il reddito è la differenza tra ricavi e costi. Sul reddito si pagano i contributi, che poi si deducono. Su quello che resta si paga l'IRPEF a scaglioni, si toglie la detrazione per lavoro autonomo e si aggiungono le addizionali regionale e comunale.

Le tasse nel regime ordinario nel 2026

L'IRPEF 2026 è del 23% fino a 28.000 €, del 33% da 28.000 a 50.000 € e del 43% oltre. Si calcola sul reddito al netto dei contributi INPS. Per chi ha redditi di lavoro autonomo o d'impresa in contabilità semplificata c'è poi una detrazione, che si calcola sul reddito complessivo prima di togliere i contributi:

Reddito complessivoDetrazione
Fino a 5.500 €1.265 €
Da 5.500 a 28.000 €500 € + 765 € × (28.000 − reddito) ÷ 22.500
Da 28.000 a 50.000 €500 € × (50.000 − reddito) ÷ 22.000
Oltre 50.000 €nessuna
Tra 11.000 e 17.000 €50 € in più

Le addizionali si pagano sullo stesso reddito dell'IRPEF, ma solo se dopo la detrazione resta IRPEF da pagare. Con redditi bassi la detrazione azzera l'imposta, e allora non ci sono nemmeno le addizionali: è per questo che sotto qualche migliaio di euro l'ordinario può costare meno del forfettario anche senza costi.

L'IRAP non si paga. Dal 2022 l'IRAP non è dovuta dalle persone fisiche che svolgono un'attività professionale o commerciale, con o senza dipendenti e struttura organizzata. Prima la questione dipendeva dall'"autonoma organizzazione": oggi resta solo per le società e gli studi associati.

La soglia dei costi

Più costi hai, meno tasse paghi nell'ordinario, mentre nel forfettario le tasse restano uguali. Il calcolatore prova tutti i livelli di costo, euro per euro, da zero fino ai ricavi e ti dice da quale importo in su l'ordinario lascia sempre almeno lo stesso netto del forfettario.

Di solito la soglia è più alta della quota "forfettaria" dei costi (il 22% dei ricavi con il coefficiente del 78%), perché il forfettario ha anche l'aliquota piatta al 15% al posto degli scaglioni IRPEF. Con l'imposta al 5% della nuova attività la soglia sale ancora. Per artigiani e commercianti con redditi bassi può non esserci nessuna soglia: nell'ordinario non c'è la riduzione del 35% dei contributi.

E l'IVA?

Nel forfettario non applichi l'IVA in fattura. Nell'ordinario la aggiungi (di solito il 22%) e la versi allo Stato, togliendo l'IVA che hai pagato sugli acquisti: per te è una partita di giro, ed è per questo che il calcolo usa i ricavi e i costi senza IVA.

Per i tuoi clienti non è così. Un'azienda o un professionista recupera l'IVA che paga, un cliente privato no: nell'ordinario la stessa prestazione gli costa il 22% in più. Se lavori con privati e non puoi alzare i prezzi, l'IVA la paghi tu: su un prezzo finale di 40.000 € ti restano 32.786,89 € di ricavi e 7.213,11 € vanno in IVA. In questo caso rifai il calcolo con i ricavi senza IVA.

Al contrario, nel forfettario l'IVA sui tuoi acquisti non si recupera e diventa un costo: se hai molte spese con IVA, nel forfettario costano il 22% in più. Il calcolo non lo considera.

Chi può usare il forfettario nel 2026

Puoi applicare il forfettario nel 2026 se nel 2025 hai incassato non più di 85.000 € di ricavi o compensi e non hai speso più di 20.000 € lordi per dipendenti e collaboratori. Non puoi usarlo se nel 2025 hai avuto più di 35.000 € di reddito da lavoro dipendente o da pensione, salvo che il rapporto di lavoro sia finito. È escluso anche chi lavora soprattutto per il datore di lavoro attuale o per uno degli ultimi due anni, chi partecipa a società di persone, associazioni o imprese familiari e chi controlla una SRL che svolge un'attività collegata alla sua.

Se durante l'anno superi 100.000 € di ricavi esci dal forfettario subito, e dalla fattura che supera il limite devi applicare l'IVA. Per questo il calcolatore accetta ricavi fino a 100.000 €. Tra 85.000 e 100.000 € resti forfettario fino alla fine dell'anno, ma dall'anno dopo passi all'ordinario.

Cosa non è incluso

Il calcolo è una stima per un anno intero e di regime già avviato. Non considera:

Prima di cambiare regime fatti fare un confronto da un commercialista sui tuoi numeri reali.

Domande frequenti

Se nel forfettario i costi non contano, perché li devo inserire?

Perché li paghi lo stesso, e il netto vero è quello che resta dopo averli pagati. Il calcolo li toglie in tutti e due i regimi: nel forfettario solo dal netto, nell'ordinario anche dal reddito su cui paghi tasse e contributi.

Posso passare dal forfettario all'ordinario quando voglio?

Se hai i requisiti il forfettario si applica da solo, ma puoi scegliere l'ordinario. La scelta si comunica con la prima dichiarazione annuale successiva e vale per almeno tre anni: dopo resta valida un anno alla volta finché la applichi. Chiedi al tuo commercialista come e quando farlo.

Nell'ordinario devo pagare l'IRAP?

No, se sei una persona fisica: la legge di bilancio 2022 l'ha abolita per professionisti e imprese individuali, anche se hanno dipendenti. La pagano ancora le società e le associazioni professionali.

Il forfettario conviene sempre a chi inizia?

Quasi sempre, per l'imposta al 5% dei primi cinque anni. Fanno eccezione i redditi molto bassi, dove nell'ordinario la detrazione azzera l'IRPEF, e le attività con costi molto alti rispetto ai ricavi.

Sono anche dipendente: posso fare il confronto?

Se nel 2025 il tuo reddito da lavoro dipendente ha superato 35.000 € il forfettario non è possibile. Sotto il limite il confronto qui è solo indicativo: nell'ordinario il reddito della partita IVA si somma allo stipendio e viene tassato con l'aliquota più alta, mentre il calcolo lo considera da solo.

Fonti

Legge 190/2014, articolo 1, commi 54-89 (regime forfettario, testo in vigore nel 2026); legge 207/2024, articolo 1, comma 12, come modificato dalla legge 199/2025, articolo 1, comma 27 (limite di 35.000 € per gli anni 2025 e 2026); DPR 917/1986 (TUIR), articoli 10, 11 e 13, commi 5, 5-ter e 6 (oneri deducibili, scaglioni IRPEF e detrazione per lavoro autonomo); legge 199/2025, articolo 1, comma 3 (aliquota del 33%); D.Lgs. 446/1997, articolo 50, e D.Lgs. 360/1998, articolo 1 (addizionali); legge 234/2021, articolo 1, comma 8 (IRAP non dovuta dalle persone fisiche); DPR 633/1972, articolo 16 (IVA al 22%); INPS, circolare n. 14 del 9 febbraio 2026 (artigiani e commercianti) e circolare n. 8 del 3 febbraio 2026 (gestione separata). Il calcolo è una stima semplificata: per scegliere il regime rivolgiti a un professionista.

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